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pet terapy
Il termine PET THERAPY è adatto ad indicare quelle attività tese a migliorare la qualità della vita di alcuni soggetti (come ad esempio i bambini o gli anziani o i disabili) attraverso una serie complessa di utilizzi del rapporto uomo-animale in campo medico e psicologico.
Questo tipo di terapia, non è ad esclusivo appannaggio di cani o gatti , ma anche di molte altre specie animali.
In generale, qualsiasi animale che sia in grado con la sua presenza di portare un giovamento psicofisico all'uomo può rientrare tra i "papabili".
Fu un medico inglese sul finire del '700 ad intuire per primo la possibilità di sviluppo di una terapia di questo tipo, incoraggiando pazienti con disturbi mentali a prendersi cura di animali.
Ma fu solo negli anni '50 '60 che vengono enunciate le prime teorie verificabili sui benefici della compagnia degli animali.
Fu uno psicoterapeuta infantile Boris Levinson ad enunciarle ed a coniare il termine PET THERAPY.
Le teorie enunciate da Levinson vengono utilizzate sugli adulti per la prima volta nel 1975 da due psichiatri americani, i coniugi Corson.
Nello stesso periodo l utilizzo della PET THERAPY inizia a diffondersi nei manicomi criminali e nei centri per anziani.
L'Italia comincia a "svegliarsi" intorno alla fine degli anni ottanta, periodo nel quale, inizia a partecipare ad alcuni Convegni in cui viene trattato il tema.
Nel 1997 la SISCA (Società Italiana Sciente Comportamentali Applicate) organizza a Padova un convegno dal titolo "Pet Therapy - Curarsi con gli animali".
Ad oggi, sono diverse le strutture in Italia che si occupano della PET THERAPY,come ad esempio:
" www.aiuca.org
" www.dogslifeproject.it
A questo punto vorrei fare un passo indietro per sottolineare un punto importante.
Quando parliamo di PET THERAPY, non lo facciamo citando una terapia in grado di sostituire completamente un trattamento medico, ma di un appoggio al medesimo.
Attenzione,la PET THERAPY non è un gioco, né è una pratica facilmente attuabile da chiunque.
Si tratta invece di un'attività terapeutica portata avanti da specialisti del settore con l'ausilio di animali preparati specificatamente per queste attività assistite.
L' Italia non ha ancora familiarizzato a dovere con la PET THERAPY il cui utilizzo è affidato per la maggior parte ad una sorta di "improvvisazione" (tanto per cambiare), ma negli Stati Uniti, la PET THERAPY esiste da circa 30 anni ed è soggetta e regolamentata da precisi protocolli, diffusa in strutture pubbliche e private.
Quando parliamo di PET-THERAPY, occorre distinguere tra:
" Animal-Assisted Activities (AAA)
" Animal-Assisted Therapy (AAT)
Animal-Assisted Activities (AAA)
Viene tradotta in "attività svolte con l'ausilio di animali" secondo il Centro di collaborazione OMS/FAO per la sanità pubblica veterinaria e l'Istituto Superiore di Sanità, oppure in "attività assistite dagli animali" dall'Istituto Zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e del Molise.
Le attività hanno l'obiettivo primario di migliorare la qualità della vita di alcune categorie di persone (anziani, ciechi, malati terminali,ecc.).
Sono interventi di tipo educativo e/o ricreativo che, finalizzati al miglioramento della qualità della vita, possono essere erogati in vari ambienti da professionisti opportunamente formati, para-professionisti e/o volontari, insieme con animali che rispondono a precisi requisiti.
Le AAA sono costituite da incontri e visite di animali da compagnia e a persone in strutture di vario genere.
Caratteristiche
" Non sono necessari obiettivi specifici programmati per ciascuna visita, anche se è opportuno prevedere sempre obiettivi di miglioramento.
" É opportuno raccogliere e conservare dati sulle visite effettuate.
" Le visite sono gestite con spontaneità e la loro durata non è prestabilita
Animal-Assisted Therapy (AAT)
Viene tradotta in "Terapie effettuate con l'ausilio di animali" o "Uso Terapeutico degli animali da compagnia" (UTAC) secondo il Centro di collaborazione OMS/FAO per la sanità pubblica veterinaria e l'Istituto Superore di Sanità, oppure in "terapie assistite dagli animali" dall'Istituto Zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e del Molise.
Si tratta di una attività terapeutica vera e propria (cioè con precise caratteristiche) finalizzata a migliorare le condizioni di salute di un paziente mediante specifici obiettivi.
È una terapia di supporto che integra, rafforza e coadiuva le terapie normalmente effettuate per il tipo di patologia considerato.
Può essere impiegata, con pazienti affetti da varie patologie, con questi obiettivi:
a. cognitivi ( miglioramento di alcune capacità mentali, memoria, pensiero induttivo)
b. comportamentali (controllo dell'iperattività, rilassamento corporeo, acquisizioni di regole)
c. psicosociali (miglioramento delle capacità relazionali, di interazione)
d. psicologici in tempo stretto (trattamento della fobia animale, miglioramento dell'autostima)
Sono interventi con obiettivi specifici predefiniti, in cui gli animali rispondenti a determinati requisiti sono parte integrante dei trattamenti volti a favorire il miglioramento delle funzioni fisiche, sociali, emotive e/o cognitive nonché della salute del paziente.
Si tratta di co-terapie dolci, che affiancando i consueti trattamenti, si rivelano efficaci, anche laddove questi non riescono, grazie soprattutto alla presenza dell'animale.
Caratteristiche
" Individuazione di obiettivi specifici per ciascun destinatario dell'intervento.
" Valutazione dei progressi.
" La AAT è gestita da professionisti di sanità umana ed è parte integrante della loro attività.
" La AAT è finalizzata al raggiungimento di obiettivi di salute.
" La AAT deve essere necessariamente documentata e valutata
(fonti: Centro di collaborazione OMS/FAO per la sanità Pubblica Veterinaria; Laboratorio di fisiopatologia di organo e di sistema dell'Istituto Superiore di Sanità; Istituto Zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e Molise; Ministero della salute - Direzione generale della sanità pubblica veterinaria , degli alimenti e della nutrizione - Ufficio X)
A CHI GIOVA LA PET-THERAPY?
Nei bambini con particolari problemi, negli anziani, in alcune categorie di malati e di disabili fisici e psichici il contatto con un animale può aiutare a soddisfare certi bisogni (affetto, sicurezza, relazioni interpersonali) e recuperare alcune abilità che queste persone possono avere perduto.
È stato infatti rilevato da studi condotti già negli scorsi decenni e oggi comprovati da sempre più numerose esperienze, che il contatto con un animale, oltre a garantire la sostituzione di affetti mancanti o carenti, è particolarmente adatto a favorire i contatti inter-personali offrendo spunti di conversazione, di ilarità e di gioco, l'occasione,cioè, di interagire con gli altri per mezzo suo.
Può svolgere la funzione di ammortizzatore in particolari condizioni di stress e di conflittualità e può rappresentare un valido aiuto per pazienti con problemi di comportamento sociale e di comunicazione, specie se bambini o anziani, ma anche per chi soffre di alcune forme di disabilità e di ritardo mentale e per pazienti psichiatrici.
Ipertesi e cardiopatici possono trarre vantaggio dalla vicinanza di un animale: è stato, infatti,dimostrato che accarezzare un animale, oltre ad aumentare la coscienza della propria corporalità, essenziale nello sviluppo della personalità, interviene anche nella riduzione della pressione arteriosa e contribuisce a regolare la frequenza cardiaca
I bambini ricoverati in ospedale, ad esempio, soffrono spesso di depressione, con disturbi del comportamento, del sonno, dell'appetito e dell'enuresi dovuti ai sentimenti di ansia, paura, noia e dolore determinati dalle loro condizioni di salute, dal fatto di essere costretti al ricovero, lontani dai loro familiari,dalla loro casa, dalle loro abitudini.
Alcune recenti esperienze condotte in Italia su bambini ricoverati in reparti pediatrici nei quali si è svolto un programma di Attività Assistite dagli Animali, dimostrano che la gioia e la curiosità manifestate dai piccoli pazienti durante gli incontri con l'animale consentono di alleviare i sentimenti di disagio dovuti alla degenza, tanto da rendere più sereno il loro approccio con le terapie e con il personale sanitario. Le attività ludiche e ricreative organizzate in compagnia e con lo stimolo degli animali, il dare loro da mangiare, il prenderli in braccio per accarezzarli e coccolarli hanno lo scopo di riunire i bambini, farli rilassare e socializzare tra loro in modo da sollecitare contatti da mantenere durante il periodo più o meno lungo di degenza, migliorare, cioè la qualità della loro vita in quella particolare contingenza.
Altre esperienze di Attività Assistite dagli Animali riguardano anziani ospiti di case di riposo. Si è osservato che a periodi di convivenza con animali è corrisposto un generale aumento del buon umore, una maggiore reattività e socievolezza, contatti più facili con i terapisti. Un miglioramento nello stato generale di benessere per chi spesso, a causa della solitudine e della mancanza di affetti, si chiude in se stesso e rifiuta rapporti interpersonali.
Nel campo delle Terapie Assistite dagli Animali, dove le prove di un effettivo miglioramento dello stato di salute di alcuni pazienti si stanno accumulando nella letteratura scientifica, la pet- therapy propone co-terapie dolci da affiancare alle terapie mediche tradizionali e, attraverso un preciso protocollo terapeutico, è diretta a pazienti colpiti da disturbi dell'apprendimento, dell'attenzione, disturbi psicomotori, nevrosi ansiose e depressive, sindrome di Down, sindrome di West, autismo, demenze senili di vario genere e grado, patologie psicotiche, ma anche a quanti necessitano di riabilitazione motoria come chi è affetto da sclerosi multipla o reduce da lunghi periodi di coma.
L'intervento degli animali, scelti tra quelli con requisiti adatti a sostenere un compito così importante, è mirato a stimolare l'attenzione, a stabilire un contatto visivo e tattile, un'interazione sia dal punto di vista comunicativo che emozionale, a favorire il rilassamento e a controllare ansia ed eccitazione, ad esercitare la manualità anche per chi ha limitate capacità di movimento, a favorire la mobilitazione degli arti superiori, ad esempio accarezzando l'animale, o di quelli inferiori attraverso la deambulazione con conduzione dell'animale la cui presenza rende gli esercizi riabilitativi meno noiosi e più stimolanti.
I gruppi di lavoro che operano in questo settore della pet-therapy finalizzato al raggiungimento di obiettivi di salute per l'uomo, sono composti, oltre che dall'animale co-terapeuta alla cui sensibilità è affidato il compito principale, da diverse figure professionali: medici, psicologi, fisioterapisti ecc.., cui spetta di valutare e determinare come l'animale debba essere impiegato.
A veterinari, etologi, addestratori e conduttori professionisti spetta, invece, occuparsi del controllo della salute e della salvaguardia del benessere dell'animale che con tanta generosità e amore lavora per aiutare il suo amico uomo, di cui sa riconoscere le difficoltà.
(fonti: Centro di collaborazione OMS/FAO per la sanità Pubblica Veterinaria, Laboratorio di fisiopatologia di organo e di sistema dell'Istituto Superiore di Sanità; Istituto Zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e Molise; Ministero della Salute - Direzione generale della sanità pubblica veterinaria , degli alimenti e della nutrizione - ufficio X)
Per saperne di più…..?
Per chi desidera avere maggiori informazioni sulla pet-therapy, si fornisce l'elenco di alcuni centri di riferimento operativi in Italia.
Torino
Dipartimento di Patologia Animale, Università di Torino - Comune di Torino e Arcadia di Fiano per Pet-Therapy
Prof. Marzio Panichi e Dr.ssa Osella
Milano
Istituto di Zootecnia - Facoltà di Medicina Veterinaria, Università degli Studi di Milano
Prof. C. Carenzi, Prof.ssa M. Verga e Prof.ssa E. Canali
Tel. 02-50318039 - 37 - 27 Fax 02-50318030 e-mail marina.verga@unimi.it
Padova
Dipartimento di Scienze Cliniche Veterinarie, Università di Padova
Prof. Stefano Romagnoli
Parma
Facoltà di Medicina Veterinaria, Università di Parma
Prof. Giovanni Ballarini
Bologna
Facoltà di Medicina Veterinaria, Università di Bologna
Prof. Stefano Cinotti
Messina
Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie, Università di Messina
Prof. Antonio Pugliese ( istituzione del primo centro di pet-therapy sul territorio nazionale)
Tel. 090-355650/356675 cell.328-9169536 e-mail AntonioPugliese@unime.it
Teramo
Istituto Zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e del Molise "G.Caporale"
Dr.ssa Stefania Del Papa e Dr.ssa Lejla Valerii
tel. 0861-332305 e-mail l.valerii@izs.it
Roma
Canile Sanitario, Servizio Veterinario ASL Roma D
Dr. Claudio Fantini e Dr.ssa Eugenia Natoli
tel.0665004888 fax 0665001100 e-mail veterinaria@aslromad.it
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