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Terremoto in Abruzzo, ecco gli "angeli a quattrozampe"

ROMA
Da Francesca, «fiutata» sotto cumuli di macerie, a tanti altri stanati sotto montagne di calcinacci. Sono anche loro, gli «angeli a quattro zampe», i cani, a dare un contributo incessante e lontano dai riflettori per salvare il più alto numero di vite umane laddove nessuno se lo aspetta.
Tra le 30 e le 35 unità cinofile sono già operanti sul luogo del sisma, altre 10 sono in viaggio e altrettante sono in partenza per le zone colpite dal violento terremoto in Abruzzo. Le unità provengono dalla Lombardia, dal Lazio, dalla Toscana dal Veneto e da altre regioni e sono organizzate dall’Ucis, Unità Cinofile Italiane da Soccorso, e insieme alle altre già presenti saranno impegnate nella ricerca tra le macerie di eventuali sopravvissuti alla catastrofe.
Cinque unità erano giunte in mattinata dalla sezione abruzzese dell’Associazione Nazionale Alpini e altre 11 unità cinofile sono giunte dall’Associazione alpini di Lombardia, dal Piemonte, da Verona. E ancora, 4 unitàsono state inviate dalla polizia che ha anche inviato 8 operatori della sezione scientifica per il delicato compito dell’identificazione delle vittime.
- L'addestramento alla ricerca dei dispersi -
«Sono unità che subiscono un addestramento particolare che va dai 18 ai 20 mesi - ha spiegato all’Adnkronos Albino Tomaselli segretario nazionale dell’Ucis - e viene effettuato sia dal conduttore, proprietario del cane, che dall’amico a quattro zampe e comincia sin da quando il cane è un cucciolo. Si comincia con i corsi di ubbidienza e la palestra, per poi arrivare a quello specifico volto alla ricerca delle persone rimaste sotto le macerie».
«Si comincia con mettere vicine delle casse, grandi casse - ha continuato a spiegare Tomaselli - e si fa cercare al cane un figurante nascosto. Dopo gli esercizi tra le casse si passa alle macerie vere e proprie, allestite in campi organizzato appositamente per gli addestramenti, dove sempre un figurante si nasconde e attraverso il gioco, una pallina o anche un alimento particolarmente caro all’animale, si induce l’amico a cercare la persona».
Il segretario generale dell’Ucis assicura che «l’animale non si fermerà finchè non l’avrà trovata e comincerà così ad abbaiare per segnalare al proprio conduttore la presenza di un disperso, appunto. L’animale viene, poi, gratificato con carezze e complimenti».
Alla fine dell’addestramento sia conduttore che animale devono passare una prova di idoneità che renderà appunto abili a cercare vittime sotto macerie. «Le razze più utilizzate sono i pastori tedeschi, il pastore australiano, i border collie, labrador e golden retriver - ha aggiunto Tomaselli - e da tempo vengono utilizzati anche i meticci, che hanno un grande fiuto e sono molto duttili all’addestramento».
Naturalmente la ricerca di dispersi tra le macerie a seguito di un terremoto o altre catastrofi naturali non è l’unica specializzazione dei cani addestrati. Ci sono quelli addestrati per la ricerca di dispersi sulla neve, dopo le valanghe, quelli per il salvataggio in mare, oppure i cani poliziotto, specializzati nel fiutare la droga o nell’aiutare gli agenti nell’ordine pubblico.
E anche per ispezionare zone impervie, boschi, anfratti, grotte o per la ricerca di latitanti. Il cane poliziotto, in particolare, deve avere dei requisiti psico - fisici e caratteriali necessari per svolgere le missioni che gli saranno affidate.
Da sottolineare che i cani poliziotto non debbono necessariamente essre pastori tedeschi, per sempio i labrador sono molto dotati nella ricerca di sostanze stupefacenti, armi ed esplosivi, i pastori belga maminois sono apprezzati per le doti olfattive e i rottweiler sono preziosi nei servizi di ordine pubblico. Comunque anche in polizia non è indispensabile avere un pedigree, hanno infatti ottenuto ottimi risutati anche i meticci ’adottatì dai canili pubblici.

Fonte: LaZampa.it (6/04/09)


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