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INTERVISTA VALERIO MEROLA

Romano, segno dei gemelli, giornalista, autore, compositore, attore,
da sempre sostenitore di ideali a favore del mondo animale e del
rispetto per la natura.
Ciao Valerio grazie di essere entrato a far parte della comunità
di Lacuccia.net.
- Grazie a voi! Vi dico la verità, non vedevo l'ora di entrare
in questa vostra comunità. Da anni sono appassionato al mondo
degli animali e ho a cuore le associazioni e le realtà che
si occupano del loro mondo.
Sono tante le domande che vorremmo farti. Partiamo dalle ultime
esperienze. Dopo 25 anni di carriera e di successo, gli italiani
ti hanno seguito in una nuova avventura, l'Isola dei Famosi. Hai
dimostrato di saper affrontare intemperie, fame, fatica e difficoltà.
Ma era davvero tutto vero?
- È la domanda che gli italiani mi fanno più spesso.
La fame, le intemperie, i tifoni: è tutto vero. Ve lo garantisco.
Persino io, lavorando in tv, credevo ci fosse una sorta di "trucco",
che ci avrebbero dato qualcosa da mangiare e ci avrebbero aiutati.
Invece no. La forza e il successo dell'Isola dei Famosi sta proprio
in questo.
Hai incontrato animali particolari sull'isola o ricordi qualche
esperienza particolare?
- Sono stato relegato fin dalla prima puntata sull'ultima spiaggia
dell'isola, quella dove in finale è stato relegato anche
il vincitore per qualche giorno. È una spiaggia completamente
staccata dal resto dell'isola, dove oltre al disagio della fame,
della stanchezza, del dormire per terra, c'era anche il disagio
della solitudine. Un animale, addomesticato o selvatico, sarebbe
stato la mia salvezza, ma l'isola era talmente orribile che anche
gli animali ne fuggivano! [ride divertito] C'erano però dei
grossi topi che camminavano sul bagnasciuga: la sera uscivano per
cercare i resti del cibo che i cineoperatori lasciavano sulla spiaggia
(non certo il mio, io non mangiavo praticamente). Non mi hanno mai
fatto nulla di male, al massimo mi hanno sfiorato mentre dormivo,
ma certo non erano una cosa piacevole. Mi facevano venire veramente
voglia di un animale che mi facesse compagnia! A dire il vero c'erano
anche i granchi, una marea! Qualcuno mi ha chiesto perché
non li ho mangiati, ma a dire il vero non ce l'avrei mai fatta:
erano così affascinanti mentre uscivano fuori e esploravano
la spiaggia! E poi mi facevano compagnia mentre cercavo di rompere
il cocco o costruirmi la capanna
E invece, a proposito di compagnia, ad un certo punto sulla tua
strada è comparso Jack, il tuo meraviglioso Labrador. Com'è
sbocciato l'amore tra di voi?
- Hai detto bene: com'è sbocciato l'amore tra di voi. Perché
è amore. Con un pizzico di presunzione voglio pensare che
Jack mi abbia amato da subito, pur essendo piccolissimo, così
come io ho amato lui. Erano anni che resistevo all'idea di prendere
un altro cane. Nella mia famiglia ci sono sempre stati animali:
inizialmente c'era Nappy (Napoleone), il barboncino di mia madre,
che è vissuto 16 anni con noi, poi Lord Horace Nelson (per
gli amici Nelson), il mio meraviglioso, enorme alano. Purtroppo
però l'unica volta che l'ho lasciato in una pensione a causa
di un lungo viaggio di lavoro in America (tra il resto una delle
migliori pensioni che avevo trovato sul mercato), mi hanno telefonato
che era morto a causa di un rovesciamento di stomaco. Non era colpa
della pensione, ovvio, perché è un disturbo di cui
soffrono molto i cani di razza, ma è stata una tragedia per
me. È rimasto sepolto dodici anni al cimitero dei cani sulla
Via Laurentina ed io da quel giorno ho deciso che non avrei mai
potuto sostituirlo. Anni dopo un gruppo di amici mi ha convinto
ad andare a vedere una cucciolata di labrador. Quando sono arrivato
la mamma aveva tutti i cuccioli che stavano poppando: uno solo,
pur nella fase della poppata, si è staccato da lei e trotterellando
mi si è avvicinato per strusciarsi. Non ho potuto resistere.
Da quel momento è diventato come una persona di famiglia.
Mi ha scelto e non ho potuto tirarmi indietro. L'ho curato e svezzato
ed è cresciuto con me. Ha un carattere eccezionale e in questi
quattro anni ha confermato ogni giorno il fatto di avermi scelto.
Mi fa commuovere quanto amore ha nei miei confronti.
[È davvero così, Jack è appiccicato a Valerio
fin dall'inizio dell'intervista e mi osserva attento, quasi come
per ammonirmi "Io te lo lascio intervistare, ma guai a te se
lo fai arrabbiare!"]
Perché il nome Jack?
- La mamma di Jack, che sarebbe la mia fidanzata, aveva un pastore
tedesco, morto per vecchiaia, che si chiamava così. Ho accettato
il compromesso: io ho scelto il cane, lei ha scelto il nome.
Ed avere un cane significa avere quotidianamente dei doveri. Tu
sei cultore del fitness e del mangiar sano. Com'è la tua
giornata tipo e soprattutto quanto rientra Jack nel tuo programma
di attività giornaliero?
Jack mi aiuta molto in questa passione. In questo senso. Seguo da
anni un'alimentazione ed uno stile di vita molto sano e sono seguito
da un dietologo e specialista in scienza dell'alimentazione e medicina
dello sport. Sono però un pigro di fondo per quanto riguarda
l'aerobica, ossia corsa leggera, camminata veloce e movimento all'aria
aperta. Se non c'è Jack io non faccio nulla di tutto questo.
Per esempio grazie a lui oggi ho fatto un'ora e mezzo di passeggiata
Jack in versione personal trainer. E qual è la sua dieta?
- Ho la scheda che mi propone il suo veterinario. Mangia sempre
due volte al giorno, alle 7 e alle 19 circa: il menù prevede
sempre la stessa ciottola di crocchette particolari e complete per
la sua dieta e una piccola dose di carne. E non si lamenta poiché
il menù non è vario! Sono fantastici! E questa alimentazione
attenta si nota non solo nella sua perfetta silhouette, ma anche
nella lucentezza del pelo.
Ricordi un aneddoto particolare che ha segnato la tua amicizia
con Jack?
- Come tutti gli artisti ho avuto momenti più o meno felici.
Non essendo un lavoro di routine, ogni giorno ci può essere
una dose di felicità ed una di delusione. Due anni fa, in
un momento in cui non riuscivo ad organizzare un programma che mi
stava molto a cuore, "Io imito", in onore di un caro amico,
Gigi Sabani, ho trascorso mesi di vera e propria tensione e amarezza.
Un giorno, mentre stavo lavorando al progetto del programma, tentando
di scriverne le linee principali, Jack si avvicinò e fece
una cosa che non aveva mai fatto: mi prese il foglio e cominciò
a giocarci, a mangiucchiarlo e strapparlo. Lo lasciai fare e interpretai
la cosa come un segno: avevo impostato il programma come un grande
talent show e forse l'idea era sbagliata. Riscrissi il format, facendone
un elegante spettacolo in stile talent show, per scoprire nuove
potenzialità nei giovani e ricordare la bravura di Gigi e
fu così che il programma ebbe successo, venne realizzato
e ancora oggi è portato per tutta Italia. [Jack scodinzola
orgoglioso
]
Jack personal trainer, Jack autore televisivo
.ma questo Jack
è un fenomeno. Ma è vero che il tuo amore va anche
ai cavalli? Sappiamo che è una passione che hai fin da piccolo
- Da adolescente ero iscritto ad un corso di equitazione al CONI/
F.I.S.E. Centro Addestramento Equitazione Acquacetosa di Roma. Sono
arrivato a gareggiare con il concorso ippico ad ostacoli a livello
regionale e il mio cavallo era un baio bellissimo di nome Jano.
Durante un concorso sono stato vittima di una brutta caduta a causa
di un fotografo che aveva spaventato il cavallo e ho avuto un grave
danno ad una gamba che mi ha impedito di gareggiare. Amo i cavalli
ancora oggi e se posso vado ad assistere e seguire le gare, ho vari
amici che hanno scuderie, ma non ho più avuto la possibilità
di cavalcare. È quindi un ricordo carissimo, ma anche un
rimpianto a livello agonistico.
Grazie Valerio per la bella chiacchierata e ovviamente grazie anche
a Jack per aver assistito al nostro incontro [scodinzola
sembra
soddisfatto del mio ringraziamento]
- Grazie a voi della chiacchierata. Vorrei fare ancora un appello
a tutti coloro che a livello istituzionale, politico e governativo
hanno la possibilità di prendere decisioni importanti: aderite
ed organizzate iniziative a favore della tutela degli animali, perché
una nazione civile si misura anche da quanto rispetta gli animali.
Noi italiani siamo ancora indietro nella scala della civiltà,
sotto questo punto di vista. Il rispetto degli animali va imparato
fin da bambini: vivere e interagire con gli animali è qualcosa
di altamente educativo ed un altro rispetto del mondo animale è
sicuramente un onore per una nazione ed una popolazione.
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