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CONTRO LA PROPOSTA DI VIVARO (PN) DI SOPPRESSIONE DEI RANDAGI
Il Consiglio di Amministrazione del Comune di Vivaro (PN), capeggiato da Walter D’Agnolo, ha inoltrato alla Regione Friuli Venezia Giulia una proposta di soppressione dei cani randagi trovati vaganti nel territorio del loro Comune, dopo 12 mesi trascorsi nelle strutture di accoglienza.
La Legge Regionale 39 del 1990 e la Legge Nazionale 281 del 1991, promuovono ed assumono come finalità pubblica la tutela delle condizioni di vita degli animali domestici, istituendo l’anagrafe canina e l’obbligo di applicazione del microchip, il divieto di abbandono degli animali domestici, il divieto di soppressione dei cani randagi
Oltre alle Leggi sopra citate, è vigente dal 2004 la Legge Nazionale 189 contro l’uccisione e il maltrattamento degli animali. Pertanto, anche se anche la proposta trovasse accoglimento e portasse ad ottenere una deroga alle Leggi 39/90 e 281/91, sarebbe comunque necessario ottenere anche la modifica dei sopra citati articoli del Codice Penale, eventualità decisamente non attuabile. Nella pratica, l’Amministrazione di Vivaro difficilmente troverebbe il personale veterinario che si assume la responsabilità di condurre atti, quale la soppressione di un cane in perfetta salute, punibili penalmente.
L’OIPA di Pordenone ha comunque predisposto una petizione cartacea da inviare al Comune di Vivaro.
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